NPL Secondary Market Directive (Direttiva UE 2021/2167) 

Le principali novità per il mercato dei crediti deteriorati in Italia

Lo scorso 10 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legislativo di recepimento della Direttiva UE 2021/2167, nota come NPL Secondary Market Directive (SMD).

La direttiva è stata adottata nell’ambito del processo di armonizzazione europea del mercato dei crediti deteriorati (Non-Performing Loans – NPL). 

La nuova disciplina mira a favorire la creazione di un mercato secondario degli NPL più efficiente, competitivo e trasparente, incidendo sugli assetti regolamentari e operativi di banche, investitori e operatori specializzati. 

Gli obiettivi della Direttiva SMD

La Direttiva UE 2021/2167, in particolare, ha l’obiettivo di: 

  1. istituire un regime di autorizzazioni e vigilanza per i gestori di crediti NPL, volto a garantire trasparenza, conoscibilità e rispetto della normativa; 
  1. favorire lo sviluppo di un mercato secondario degli NPL efficace, competitivo e trasparente in tutta l’Unione Europea; 
  1. armonizzare il quadro giuridico applicabile agli acquirenti e ai gestori di crediti NPL, rimuovendo gli ostacoli normativi nazionali e aumentando la partecipazione di investitori professionali; 
  1. rafforzare le tutele dei debitori introducendo obblighi informativi più stringenti, regole di condotta più rigorose, creazione di un albo di vigilanza e una gestione più strutturata dei reclami. 
Il recepimento della Direttiva in Italia

Il 13 agosto 2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 116 del 30 luglio 2024, che ha recepito integralmente la Direttiva SMD. 

Il Decreto ha introdotto nel Testo Unico Bancario (TUB, d.lgs. n. 385/1993) il Capo II al Titolo V, dedicato all’acquisto e alla gestione di crediti in sofferenza, nonché alla disciplina dei gestori di crediti in sofferenza, allineando l’ordinamento nazionale agli standard europei. 

Le principali novità normative introdotte dalla SMD

1) Liberalizzazione delle cessioni di crediti deteriorati 

La Direttiva mira a facilitare il trasferimento dei crediti NPL dagli istituti di credito verso soggetti esterni (credit purchasers) ampliando l’accesso al mercato a nuovi potenziali investitori professionali. 

L’obiettivo è rafforzare la competitività del mercato secondario degli NPL e consentire alle banche di smobilizzare portafogli di crediti NPL con maggiore efficienza.  

2) Regolamentazione dei credit servicer 

Un profilo centrale della riforma è rappresentato dall’introduzione di un regime di autorizzazione e vigilanza da parte della Banca d’Italia per i soggetti che svolgono professionalmente attività di gestione di crediti NPL per conto degli acquirenti (credit servicer)

In particolare, i credit servicer: 

  • devono essere iscritti ad un apposito albo tenuto dalla Banca d’Italia;  
  • sono soggetti a requisiti minimi di organizzazione, trasparenza ed efficienza;  
  • devono garantire specifici obblighi di informazione, correttezza e diligenza ai debitori ceduti.  

Peraltro, la Direttiva SMD ha introdotto il c.d. “passaporto europeo” che consente ai credit servicer autorizzati in uno Stato membro, di operare anche in altri Paesi dell’Unione Europea, senza necessità di ottenere una nuova autorizzazione locale.  

3) Rafforzamento delle tutele dei debitori 

La Direttiva attribuisce particolare rilievo alla tutela dei debitori ceduti. In particolare, nei rapporti con questi ultimi, gli acquirenti di crediti in sofferenza e i gestori di crediti in sofferenza, sono tenuti a: 

  1. operare secondo principi di correttezza, diligenza e trasparenza; 
  1. fornire informazioni chiare, corrette e non ingannevoli, in conformità alle disposizioni fornite dalla Banca d’Italia; 
  1. garantire la riservatezza e la protezione dei dati personali; 
  1. astenersi da comportamenti molesti, coercitivi o idonei a determinare indebiti condizionamenti. 

Nel dettaglio, la nuova disciplina rafforza gli obblighi informativi nei confronti dei debitori ceduti. In particolare, in caso di trasferimento di crediti deteriorati, il debitore deve essere tempestivamente informato della cessione, dell’identità del nuovo creditore e dell’eventuale gestore incaricato, nonché delle modalità di pagamento e dei canali di comunicazione disponibili.  

Infine, un profilo di particolare rilievo è il riconoscimento in capo ai debitori ceduti della facoltà di presentare esposti alla Banca d’Italia, secondo la procedura dalla stessa definitiva, per segnalare comportamenti rilevanti degli acquirenti, dei gestori o di soggetti cui siano state esternalizzate funzioni relative alla gestione dei crediti in sofferenza. 

L’impatto sul mercato italiano degli NPL

Il recepimento della Direttiva SMD rappresenta un passaggio di rilievo per il mercato italiano dei crediti deteriorati, con impatti rilevanti per gli operatori: 

  • Banche e intermediari finanziari, avranno strumenti più efficaci e un contesto regolamentato più favorevole per dismettere i propri portafogli di crediti NPL; 
  • Investitori e Servicers, opereranno in un mercato più ampio, trasparente e regolamentato, ma saranno tenuti a conformarsi a requisiti organizzativi e di vigilanza più stringenti; 
  • Debitori, che beneficeranno di un rafforzamento delle garanzie e di una maggiore protezione nei rapporti con i nuovi creditori. 
Conclusioni

Con il recepimento della SMD, il legislatore nazionale ha allineato l’ordinamento italiano agli standard europei in materia di crediti NPL, promuovendo un mercato secondario più competitivo, strutturato e trasparente, con solide garanzie a tutela dei debitori. 

Per banche, investitori, servicer e consulenti giuridici, la nuova disciplina costituisce un elemento chiave e di grande supporto nelle strategie di gestione del credito e nella valutazione delle operazioni di acquisto e cessione di crediti NPL. 

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